Ristrutturazioni edilizie: le agevolazioni fiscali 2016

Guida_detrazioni_50_marzo_2016 La nuova Guida dell’Agenzia delle Entrate aggiornata a marzo 2016, riguardante le detrazioni fiscali sulle ristrutturazioni edilizie ha introdotto alcune novità.
Tra le diverse novità principali rispetto alla versione precedente (aggiornata a gennaio 2016) una tra tutte, quella riguardante i cosiddetti condomini minimi, la nuova guida ricorda che il pagamento degli interventi incentivati deve essere sempre effettuato mediante l’apposito bonifico bancario/postale (sul quale è operata la ritenuta d’acconto da parte di banche o Posta).
In assenza del codice fiscale del condominio, i contribuenti possono inserire nei modelli di dichiarazione le spese sostenute riportando il codice fiscale del condòmino che ha effettuato il bonifico.
Riassumendo in breve le caratteristiche dell’incentivo e rimandando alla guida per gli approfondimenti, si vuole ricordare:
che gli interventi incentivati riguardano tutte le opere di manutenzione straordinaria e di restauro.
Per fare una lista non esaustiva si ha diritto allo sgravio per: accorpamenti di locali, allargamento o nuova realizzazione di porte, finestre, lucernari, rimozione di barriere architettoniche o rifacimento scalini, installazioni di antifurti, citofoni, inferriate, cancelli, montascale, montacarichi, ascensori, di stufe, caldaie, condizionatori, impianti fotovoltaici con o senza batteria, realizzazione ex-novo di box auto o garage , impianti elettrici ed idrici, scarichi, canne fumarie, grondaie, ritinteggiatura o rifacimento della facciata, marciapiedi e pavimentazioni esterne, serramenti e saracinesche, trasformazione di un balcone in veranda, opere finalizzate alla sicurezza statica e antisismica, rifacimento del tetto e tanti altri interventi.
Chi ne può beneficiare?
Chi paga l’Irpef, ossia le persone fisiche. Possono goderne non solo i proprietari ma anche i titolari di diritti reali sugli immobili oggetto degli interventi – ad esempio un inquilino – a patto che ne sostengano le spese. Può chiedere la detrazione anche il familiare convivente del possessore o detentore dell’immobile, purché sostenga le spese e siano a lui intestati bonifici e fatture, anche se le abilitazioni comunali sono intestate al proprietario dell’immobile e non al familiare che usufruisce della detrazione. Le società e gli imprenditori individuali ne hanno diritto solo per gli immobili non rientranti fra i beni strumentali o merce. In caso di vendita, il venditore ha la possibilità di scegliere se continuare a usufruire delle detrazioni non ancora utilizzate o trasferire il diritto all’acquirente dell’immobile, se persona fisica. In assenza di specifiche indicazioni nell’atto di compravendita, il beneficio viene automaticamente trasferito all’acquirente.
Come funziona?
Si porta in detrazione in 10 anni, tramite quote di pari importo, il 50% della spesa sostenuta fino ad un massimo di 96.000 euro per edificio (cioè il 50% di una spesa di 192.000 euro).
Non è cumulabile – per i medesimi interventi – con la detrazione del 65% per l’efficienza energetica. Sono detraibili tutte le spese concernenti i lavori, anche quelle di progetto e amministrative.

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