Guida per l’esercizio, controllo e manutenzione impianti termici

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Per far funzionare gli impianti di riscaldamento e raffrescamento e per produrre acqua calda sanitaria usiamo oltre l’80% dell’energia che consumiamo ogni anno nelle nostre case. Una percentuale che può aumentare o diminuire di molto in funzione della zona climatica di appartenenza e di scelte personali come le ore di accensione, la temperatura che si mantiene nei locali e la tipologia di impianto che abbiamo installato. Ma una cosa è certa: una precisa regolazione e una corretta manutenzione consentono di ridurre sensibilmente i consumi di questi impianti e con essi anche la spesa che sosteniamo per farli funzionare. E non solo. Un impianto ben tenuto è più sicuro e inquina di meno, perché emette nell’atmosfera una minore quantità di gas che hanno effetti negativi sull’ambiente e sulla nostra salute.

Al fine di adempiere agli obblighi previsti dalla legislazione nazionale per la manutenzione e il controllo di efficienza degli impianti termici e le loro tempistiche, il Ministero dello Sviluppo Economico (MiSE) ha pubblicato il 27 novembre 2015 la “Guida per l’esercizio, controllo e manutenzione degli impianti termici”, predisposta dall’Agenzia nazionale per l’Efficienza Energetica dell’ENEA, in collaborazione con Adiconsum, Assoclima, Assotermica, Confartigianato, Federconsumatori, Unione consumatori e il Salvagente.

La Guida rammenta che nel nostro Paese esiste una normativa – in continua evoluzione per adeguarsi alle Direttive dell’Unione europea e alla disponibilità di tecnologie sempre più efficienti – che regola l’esercizio, il controllo e la manutenzione degli impianti termici.

Sono due gli ultimi aggiornamenti in materia, che riguardano sia tutti i cittadini che gli addetti ai lavori:

- il D.P.R.16 aprile 2013, n.74 – entrato in vigore il 12 luglio 2013 – che definisce i criteri generali in materia di esercizio, conduzione, controllo, manutenzione e ispezione degli impianti termici per la climatizzazione invernale ed estiva degli edifici e per la preparazione dell’acqua per usi igienici e sanitari;

- il D.M. 10 febbraio 2014 che introduce e definisce il nuovo modello di libretto di impianto per la climatizzazione degli ambienti e il rapporto di controllo di efficienza energetica.

Rispettare la normativa vigente è un obbligo di legge, ma esistono, sottolinea la Guida, almeno altri 5 buoni motivi per garantire una corretta manutenzione degli impianti di climatizzazione:
- maggior sicurezza per gli utenti;
- maggiore tutela della salute;
- riduzione dei consumi energetici;
- risparmio economico;
- minori emissioni e minore inquinamento.

La Guida descrive tutto quello che occorre sapere per avere impianti efficienti e ben regolati e adempiere agli obblighi di legge:
- qual è la temperatura ideale da tenere in casa;
- come e quando eseguire i controlli di efficienza energetica;
- i limiti di emissioni consentiti;
- e, per le caldaie, chi è e quali sono i compiti del responsabile dell’impianto, che cos’e il libretto d’impianto, chi esegue e come avvengono le ispezioni, ecc.

Con una nota diffusa il 30 novembre 2015, però, CNA Installazione Impianti, che assieme ad Assistedil/Confindustria non ha aderito all’iniziativa, afferma che la Guida conterrebbe una imprecisione, riferita nello specifico, alle indicazioni che la ‘Guida’ fornisce in ordine alla tempistica dei controlli di efficienza energetica che, secondo la stessa, è quella dell’Allegato A del DPR 74/2013 (4 anni) dimenticando che tale Allegato, come del resto specificato in diversi pareri legali sull’argomento, funge da “norma di chiusura” che individua i tempi massimi oltre i quali i manutentori non possono andare. In pratica, il controllo di efficienza energetica di una caldaia va fatto almeno una volta ogni quattro anni, e comunque con la tempistica decisa dall’installatore, tempistica che diverse Regioni nei provvedimenti adottati in recepimento del DPR 74/2013 hanno peraltro già dimezzato”.

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